Rosburgo
Il cambio di nome da “Le Quote” a Rosburgo sembrava per Ciro Romualdi un atto doveroso, in quanto il ruolo che il borgo aveva assunto , in riferimento alla suddivisione in quote, era ormai superato e diventato obsoleto. Il cambiamento ufficiale di nome si ebbe il 22 maggio 1887, (circa un anno dopo la morte del Romualdi) quando Umberto I d’Italia decise che “la frazione detta Le Quote cambiasse denominazione in quella di Rosburgo”.
Lo sviluppo della zona dovette il suo impulso anche alla presenza della stazione ferroviaria costruita nella zona centrale ed inaugurata il 20 luglio 1889.
La figura fondamentale per l’evoluzione e lo sviluppo di Rosburgo è rappresentata da Giovanni Thaulero, che tra le altre cose fece riedificare la chiesa di Santa Filomena e, nel 1905, fece implementare l’illuminazione pubblica.
A livello amministrativo i primi segnali di frattura definitiva tra la zona marina e quella collinare si ebbe il 15 dicembre del 1923, quando la sede municipale del capoluogo fu spostata da Montepagano a Rosburgo, decisione che portò alla ribellione degli abitanti di Montepagano che ricorsero al Prefetto di Teramo.
Il “contenzioso” fu portato fino al Consiglio di Stato e finalmente risolto il 20 febbraio del 1927 con un Decreto Regio in cui il Re Vittorio Emanuele III decretò che “il Comune capoluogo diventava Rosburgo che mutava il proprio nome nel più italiano Roseto degli Abruzzi, mentre da quel momento Montepagano diventava frazione di Roseto”.
La scelta del nuovo nome pare sia da ricercare nell’impopolarità che quello precedente, Rosburgo, suscitava tra i soldati italiani della prima guerra mondiale, nome che richiamava alla mente sonorità austriaco-tedesche.
L'antico Borgo delle Rose o Lido delle Rose deve il suo nome alla enorme varietà di rose che ornavano i giardini e le vie della città, mentre il suffisso “degli Abruzzi” pare sia stato scelto per distinguerla dalla pugliese Roseto Valfortore e dalla calabrese Roseto Capo Spulico.