Le Quote
Il 22 maggio 2010 roseto degli Abruzzi ha festeggiato i 150 anni di esistenza, e rappresenta una delle poche città ad avere un atto costitutivo registrato con giorno,mese e anno.
Contrariamente a quanto successo per altri borghi, la data espressa sull’atto costitutivo faceva riferimento alla destinazione di un pezzo di terreno , che in seguito sarebbe diventato la base di un nuovo villaggio.
L’intenzione iniziale era di far sorgere un borgo nella zona della Marina di Montepagano e, la prima tappa della storia di Roseto è rappresentata dal momento in cui i sacerdoti del Capitolo della Chiesa Ricettizia del borgo autorizzarono a quotizzare il proprio terreno nella zona sottostante.
Il 22maggio del 1860, alla presenza del notaio Angelo G. Garrani, furono decise le quote ed assegnate ai seguenti 12 proprietari:
Don Pietro della Cananea di Teramo.
Don Isidoro De Luca di Notaresco.
Antonio Bruscia di Montepagano.
Ubaldo Mariani di Notaresco.
Don Domenico Tarquini di Casoli.
Ignazio Di Pasquale di Montepagano.
Don Felice Marcozzi di Teramo.
Don Berardo Forti di Montepagano.
Nicola Olivieri di Montepagano.
Don Antimo Passamonti di Montepagano.
Don Berardo Forti di Montepagano.
Don Antonio De Petris di Cerreto Villa di Teramo.
Dopo l’approvazione della quotizzazione, il vescovo Milella ordinò che in onore di quella concessione fosse eretto un monumento nella chiesa di S.Antimo, monumento lapideo che si trova ancora collocato nella stessa chiesa e che recita:
“Questa tabella ricorda
che il 22 maggio del 1860
Il Capitolo della Chiesa Ricettizia di Monte Pagano
In base alla Lettera Pontificia di Pio IX
In data 27 settembre 1859
E al regio Rescritto del giorno 6 dello stesso mese
Col consenso di Francesco II
Consegnò ad altri per essere posseduto
In perpetuo diritto enfiteutico
Il fondo diviso in dodici parti
Con stipulato di Angelo Garrani
Da rinnovarsi ogni ventinove anni.”
Dal punto di vista prettamente “catastale”, le quote erano suddivise in 6 superiori e 6 inferiori, ed erano separate dalla Strada Regia. I vincoli che dovevano essere rispettati dai rispettivi proprietari delle quote erano fondamentalmente due:
bisognava lasciare lo spazio per una chiesa tra la terza e la quarta quota e, bisognava costruire una strada che attraversasse tutta la zona, ad uso e consumo di tutti, senza che nessuno ne rivendicasse la proprietà.
Queste “clausole” furono messe nero su bianco sulla carta del 22 maggio 1860.
Lo sviluppo precoce ed incessante del piccolo villaggio si alternava tra i proprietri terrieri di Montepagano e coloro che invece avevano cominciato a spostarsi verso la Marina, venendo etichettati come “cutaruli”. Al fine di evitare questo genere di appellativo, l’idea di Ciro Romualdi, già a partire dal 1861, era di chiamare il villaggio Rosburgo, fondendo la caratteristica principale dei giardini dei villini costruiti nella zona marina, le rose, con il termine borgo…ma in fondo questa è già un’altra storia.